Dove le pietre sono parole.

Le rocce della Sardegna sono ritenute tra le più antiche d'Italia. Le formazioni carsiche coprono un'area abbastanza ristretta in rapporto a quelle granitiche o metallifere e costituiscono il 6% della superficie totale, ossia 1500 km². Le formazioni geologiche più antiche risalgono al periodo Paleozoico, ma altre formazioni sono apparse in periodi successivi, nel Mesozoico, nel Terziario e nel Quaternario, contribuendo alla creazione di una rimarchevole varietà di formazioni rocciose. Molte grotte sono state scoperte per azzardo da archeologi alla ricerca di manufatti appartenuti alle antiche civiltà, o da geologi alla ricerca di falde acquifere per migliorare l'approviggionamento idrico, o da minatori durante lavori in miniera. Il patrimonio speleologico sardo comprende attualmente più di 1500 grotte[33]. L'area del Supramonte è sicuramente quella più ricca insieme alla zona del Sulcis-Iglesiente e al promontorio di Capo Caccia. Tra quelle sommerse, la Grotta di Nereo è ritenuta la più vasta in tutto il Mediterraneo. Le grotte litoranee più conosciute sono le Grotte di Nettuno ad Alghero e la grotta del Bue Marino a Cala Gonone. Fra quelle terrestri, sono particolarmente suggestive quelle di Sa Oche-Su Bentu a Oliena, Is Zuddas a Santadi, Su Mannau a Fluminimaggiore, la grotta di Su Marmuri ad Ulassai, quella di Ispinigoli[34] presso Dorgali, di San Giovanni presso Domusnovas, e la grotta di santa maria nel Sulcis per citarne alcune.

Roccia granitica dalla forma suggestiva ...... Orotelli.
Roccia granitica dalla forma suggestiva ...... Orotelli.
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Grotte Della  Sardegna.

Grotta Su Mannau - Fluminimaggiore (CI)

La grotta di Su Mannau è un'ampio complesso carsico originatosi nei calcari cambrici. Essa si è sviluppata a diversi livelli, da quelli alti, oggi fossili, a quelli inferiori molto attivi e principalmente occupati dai fiumi. Sono proprio due fiumi ad aver dato vita alle due gallerie principali oggi conosciute.


Il Ramo di Destra, originato dal Fiume Rapido, è percorribile per oltre 5 km di ampi condotti intercalati da imponenti Sale: la sala del Sonno adiacente il Lago Pensile, adorna di stalattiti e aragoniti, con grandi colonne che si innalzano fino ai 15 metri; il Salone Ribaldone con oltre 150 metri d'altezza e 100 metri di lunghezza; la Sala Bianca ricca di aragoniti e grandi colonne stalagmitiche; la Sala Vergine, bianchissima, con lo scenario del fiume sottostante, grandi cortine stalattitiche e stupende aragoniti.
Una volta superato il Sifone, i condotti si fanno più angusti, spesso semi sommersi e dopo qualche chilometro si incontra la Sala Bizzarra ricca di aragoniti coralloidi e stupende cannule. Ancora più a monte troviamo il Salone degli Abeti adorno di grandi stalagmiti e stupendi cristalli di calcite. Da qui la cavità si dispone in lunghissime strettoie semi sommerse.

Il secondo fiume, il Placido, ha originato invece il ramo di Sinistra. Qui rami antichi si sovrappongono a rami fortemente attivi. Rami assai più contorti e verticali portano verso la Sala Serra e da qui al Ramo dell'Infinito. A monte del fiume, si trovano sifoni che solo in particolari momenti siccitosi possono essere superati.

Grotte Is Zuddas - Santadi (CA)

  Le splendide grotte di Is Zuddas sono situate sul Monte Meana a 256 metri e a 6 Km da Santadi. Subito dopo l’ingresso, sulla volta, sono presenti e ben visibili i resti di un roditore preistorico, estintosi circa 400 anni fa, il Prolagus Sardus, presente solamente in Sardegna e in Corsica. Nella prima sala si osservano delle colate, stalattiti, stalagmiti, alcune di queste unite formano delle colonne, un’unica colata costituisce il pavimento.
Attraverso un cunicolo naturale si accede alla bellissima Sala dell‘Organo il cui nome è dovuto ad una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, alla cui base e nella zona circostante vi sono delle aragoniti coralloidi, stalagmiti, colate, stalattiti e formazioni tubolari (vuote all’interno). Le pareti sono ricoperte di cristalli di bianchissime aragoniti aghiformi.
Subito dopo un breve tunnel si entra nell’imponente Salone del Teatro.
Si giunge infine in un ambiente quasi fiabesco, la Sala delle Eccentriche, la cui volta è ornata da rarissime aragoniti eccentriche, sviluppatesi in ogni direzione.

Grotta del Bue Marino in Sardegna

La Grotta del Bue Marino deve il nome alla foca monaca, simpatico mammifero che fino a non molti anni fa abitava, indisturbata, in quest’area marina, oggi Riserva Naturale. La grotta si raggiunge via terra, seguendo una mulattiera (della quale però non ho notizie dirette) o, più comunemente, via mare, dal porto turistico di Cala Gonone. Esplorata la prima volta nel 1947, quest’incredibile grotta è lunga 7 chilometri, durante i quali si addentra nella roccia restando al livello del mare, con una temperatura costante di 16° centigradi.

Il primo chilometro è percorribile a piedi ed attraversa ben 4 grandi ambienti: la stanza dei candelabri, adorna di spettacolari formazioni calcaree che ricordano dei lampadari; la stanza degli specchi, costituita da una grande sala impreziosita da giochi d’acqua dovuti ai laghetti, nei quali si specchiano le pareti ricche di ricami d’alabastro, regalando un effetto veramente suggestivo ed affascinante; la stanza degli organi, caratterizzata da spettacolari colate rocciose che sembrano vere e proprie canne d’organo; ed in ultimo, la stanza delle spiagge, immensa sala nella quale confluisce un fiume d’acqua dolce, che, quando è in piena, trasporta e deposita sabbia. Oltre questo punto, la grotta prosegue per altri 6 chilometri di cunicoli sommersi dalle acque, praticabili soltanto dagli speleologi con le debite attrezzature, e nasconde pareti ricoperte da graffiti preistorici ed un grande lago in cui s’incontrano le acque salate del mare e quelle dolci del fiume sotterraneo. La grotta è ancora attiva al 65% e raggiunge l’80% d’umidità. Riserva ai visitatori davvero grandi suggestioni.

Grotte di ulassai Su Marmuri.

DOVE SI TROVA La Grotta di Su Marmuri (In sardo significa "Grotta di Marmo") si trova nel territorio di Ulassai. Il paese è raggiungibile da Cagliari attraverso la S.S. 125 (l'Orientale Sarda): dopo il valico di Genna 'e Cresia, a sinistra della statale si snoda la strada, in direzione Jerzu, che conduce ad Ulassai. Arrivando da Nuoro, si percorre la S.S. 198, sino al km 74,2.

COME SI RAGGIUNGE Il paese di Ulassai è raggiungibile da Cagliari attraverso la S.S. 125 (l'Orientale Sarda): dopo il valico

di Genna 'e Cresia, a sinistra della statale si snoda la strada, in direzione Jerzu, che conduce ad Ulassai. Arrivando da Nuoro, si percorre la S.S. 198, sino al km 74,2. Per arrivare alla grotta si percorre una strada suggestiva,

che conduce al vicino paese di Osini, fra le rocce calcaree di tre tacchi, separati da profonde gole, seguendo le indicazioni

per Lanusei e svoltando al bivio per Ulassai, o seguendo la strada per Villagrande Strisaili.

LA GROTTA  E' considerata tra le più imponenti d’Europa grazie al suo chilometro di lunghezza e ad un altezza media di 35 metri. Discesi i 200 scalini dello sprofondamento iniziale, la visita si svolge lungo un comodo sentiero in piano che supera un’infinita serie di vaschette di traboccamento che spesso formano laghetti lungo la parete destra. Molto particolari le numerose concrezioni, le cui dimensioni sono proporzionate a quelle dell’ambiente. Stupisce l’imponenza di alcuni gruppi stalagmitici e delle colate ricche di festoni che pendono dalle mensole delle pareti.

La cavità della grotta è scavata nel Tacco di Ulassai, il massiccio calcareo che sovrasta il paese: l'ingresso si apre su una ripida scarpata detritica resa facilmente percorribile grazie ad una scalinata di 200 gradini. Su Marmuri è una grotta ancora viva: questo significa che le concrezioni continuano a formarsi. I camminamenti sono agevoli e permettono di ammirare belle scenografie: due laghetti sotterranei, formati dal continuo stillicidio, vaschette, stalattiti, gigantesche stalagmiti, colonne, pisoliti, splash (forme globulari provocate dallo stillicidio) ed altre spettacolari concrezioni calcitiche. La grotta consta di alcuni imponenti saloni ricchi di concrezioni e dalle altissime volte.
La sala più grande è la Grande Sala: ha forma rettangolare, è lunga 72 m e larga 30 m. Nella Sala dell'Organo le concrezioni sono simili alle canne di un organo. La Sala del Cactus è caratterizzata dalla presenza di due alte stalagmiti che ricordano le famose piante grasse esotiche. Le altre sale sono: la Sala dei Pipistrelli, la Galleria delle Vaschette e la Sala Terminale. La temperatura interna è costantemente sui 10° circa.

SERVIZI La grotta è gestita dalla Cooperativa "Su Bullicciu" Tel. 0782/79859. Apertura: da Pasqua  fino al mese di Ottobre. Orari d'ingresso: aprile e ottobre, ore 11-14.30-17 maggio, giugno, luglio e settembre, ore 11-14-16-18 agosto, ore 11, 13, 15, 17, 18.30. La visita guidata ha la durata di un'ora circa.

Coordinate:   39°49′36″N - 9°30′00″E

Grotta di Ispinigoli

Dorgali, in provincia di Nuoro, in Sardegna.

Descrizione

 

La grotta cela al suo interno una colonna stalagmitica alta circa 38 metri [1], misurata con longimetro laser, che collega la volta con il pavimento della grotta stessa. Ispiningoli non significa, "spina in gola" come erroneamente si ritrova citato in vari ambiti, bensì, molto più semplicemente, il termine ha origine dal nome della località adiacente. La notevole sala presenta una profondità di 35 metri, un diametro di c/a 80 metri, come evidenziato dal rilievo consultabile nel Catasto Regionale della Cavità Carsiche, a cura della Federazione Speleologica Sarda. La base, dove insiste il percorso visitabile, è occupato da massi da crollo originatisi dai normali processi geo evolutivi.

 

Altra particolarità di questa grotta è il cosiddetto Abisso delle Vergini, un inghiottitoio profondo circa 60 metri che collega la grotta di Ispinigoli alla Grotta di San Giovanni Su Anzu. Il nome dell'Abisso delle Vergini deriva dal fatto che, secondo una leggenda, fu un luogo nel quale si compivano sacrifici umani ad opera delle antiche popolazioni fenicie. In realtà i monili e le ossa umane rinvenute all'interno dell'abisso sarebbero riconducibili a semplici sepolture della Civiltà nuragica.

Grotte di San Giovanni

Domusnovas, provincia di Carbonia-Iglesias

La Grotta di San Giovanni è ubicata nel territorio comunale di Domusnovas, provincia di Carbonia-Iglesias, in Sardegna.

 La Grotta è stato riconosciuta Monumento Naturale, istituito ai sensi della L.R. n. 31/1989 con determinazione D.G. n. 2777/1999 dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, e come tale sottoposta a vincolo.

È unica in Italia, terza in tutto il mondo (Dopo Francia e Australia) ad essere percorribile in auto (ora chiusa al traffico). Si raggiunge uscendo dal paese di Domusnovas in direzione nord e percorrendo la strada provinciale che costeggia il rio S.Giovanni.

 

  1. È meta di arrampicatori sportivi da tutta Europa per via delle spettacolari pareti rocciose site nel territorio comunale.

Caratteristiche

 Usciti dall'abitato, la strada asfaltata si inoltra ai piedi delle montagna conduce all’ingresso sud. Tale ingresso si presenta agli occhi del visitatore all'improvviso, in tutta la sua imponenza.

La grotta è sovrastata ad Est dal "Monte Acqua" (540 m) e ad Ovest da "P.ta S.Michele" (908 m).

La grotta è un bell'esempio di fenomeno carsico. Il fenomeno carsicò che la generò è dovuto allo scorrere di un fiume sottorraneo che ne provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa.

Massico Perd'e Cerbu in prossimità della grotta

Il ramo principale (livello stradale) lungo 850 metri, sbuca con un altro monumentale ingresso nella valle di Oridda. Il ramo principale, interamente attraversato dal rio che raccoglie le acque delle vallate a monte, è caratterizzato da ampie sale, da grandi concrezioni a vaschetta , la più grande di queste concrezioni si trova in prossimaità dell'uscita nord e da stalattiti e da stalagmiti. Oltre al ramo principale la grotta si sviluppa su altri due livelli, (accessibili solo agli esperti), rendendo la grotta lunga 2000 metri

Grotte di Nettuno

Alghero

Le Grotte di Nettuno (in catalano Coves de Neptú) sono delle formazioni carsiche situate a circa 24 km da Alghero, nel versante nord-ovest del promontorio di Capo Caccia, nell'omonima area protetta della Sardegna nord-occidentale.

 

La grotta fu scoperta da un pescatore locale nel XVIII secolo, e fin da allora si rivelò una popolare attrazione turistica.[1] La grotta prende il suo nome dalla divinità romana del mare, Nettuno, è gestita dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Alghero.

Data la particolare collocazione dell'apertura per accedervi, l'ingresso alle grotte è possibile solo se le condizioni meteo-marine lo permettono. Per accedervi vi sono due possibilità: mediante una scalinata di 656 gradini che si snoda lungo la parete del massiccio di Capo Caccia, la cosiddetta Escala del Cabirol (in catalano, La scala del capriolo, proprio per la particolare conformazione che si inerpica sul promontorio.[1] L'altra possibilità è via mare, con partenza dal porto di Alghero o dall'imbarco del molo della Dragunara a Porto Conte, questa scelta è consigliata soprattutto se si vuole visitare parte della costa e/o non si abbia voglia o possibilità di fare i 654 gradini, impresa ardua soprattutto per il ritorno. Il servizio traghetti è attivo giornalmente in autunno e primavera e con frequenze minori in autunno e inverno.[1] Fino al 1959, data di completamento della Escala del Cabirol la Grotta di Nettuno era visitabile solo dal mare, e quindi accessibile solo in condizioni di mare calmo. Questa situazione rendeva molti problemi poiché la fama della grotta faceva confluire oltre ai turisti moltissime personalità che a volte non hanno potuto visitarla. Già dall'800 moltissime erano le idee e progetti anche molto fantasiosi. Il più comune era quello di costruire un tunnel che partendo dal versante sud di Capo Caccia, punto prevalentemente calmo soprattutto con il vento dominante di maestrale, portasse alla grotta. Nel famoso libro del viaggiatore sir John Warren Tyndale The Island of Sardinia pubblicato a fine '800, il Tyndale aveva prospettato questa soluzione, poiché nonostante un soggiorno molto prolungato presso Alghero non poté visitarla con sua grande frustrazione, e dovette rifarsi alla descrizione dell'altro scrittore/viaggiatore Alberto Ferrero Conte De La Marmora che scrisse il libro Voyage en Sardaigne.

 

All’interno si trovano:

 

Il Lago Lamarmora: lago salato sotterraneo, ha profondità di circa 9m per una larghezza massima di 25m e lunghezza di 100m, presenta al centro una colonna stalagmitica denominata Acquasantiera dovuta ai ricettcoli nella parte alta, che contengono acqua dolce. Sul fondo del lago una formazione di stalagmeiti denominata Albero di Natale

La Sala delle Rovine: nome dovuto agli scempi dei visitatori nell'Ottocento

La Sala della Reggia: con colonne calcitiche di circa 9m, la parte più alta raggiunge i 18m

La Spiaggia dei Ciottolini: sassolini ad oggi non più presenti

La Sala Smith o Sala Dell'Organo: dal nome del capitano inglese fra i primi scopritori nell'800, al cui centro si trova un' alta colonna chiamata Grande Organo le cui colate assomigliano a canne di organo. La Cupola è una formazione di stalagmiti lisce unita al soffitto.

La Sala delle Trine e dei Merletti

La Tribuna della Musica: quasi una balconata sopra la sala della Reggia e sul lago.

 

La parte non visibile al pubblico è costituita dal Lago dei Funghi, galleria del Metrò, Lago Semilunare di 70m di lunghezza e 52m di profondità.

Morfologia

 

La lunghezza totale della grotta è stimata approssimativamente intorno ai 4 km, ma solo alcune centinaia di metri sono visitabili dal pubblico. All'interno si trovano conformazioni calcaree come stalattiti e stalagmiti, e un lago salato di circa 120 metri di lunghezza, il cui livello è lo stesso di quello del mare. La grotta fu un tempo abitata dalla Foca monaca, ma al giorno d'oggi non vi è più traccia.

il Nuraghe Chervu a Biella nelle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia
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Descrizione: Fonte Sacra Su Tempiesu - Orune(Nu)
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Sardegna le forme delle rocce...

Capo d'Orso a Palau.
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Dolmen Sa Coveccada - Mores(Ss) -
Dolmen Sa Coveccada - Mores(Ss) -
domus de janas di Uniai,
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Perfugas, pozzo sacro di Predio Canopoli
Perfugas, pozzo sacro di Predio Canopoli
Area Archeologica di Barumini.
Area Archeologica di Barumini.
Tomba dei Giganti Coddu Ecciu - Arzachena(Ss) -
Tomba dei Giganti Coddu Ecciu - Arzachena(Ss) -
Nuraghe Madrone - Silanus
Nuraghe Madrone - Silanus

Porto Flavia Masua ,Iglesias ,Sardegna.

Coordinate Geografiche/GPS Latitudine: 39.33605 - Longitudine: 8.416205.

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